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Emergenza Covid-19 Etiopia e Benin.

L’epidemia di Covid-19 ha dimostrato che siamo tutti legati da uno stesso destino. La nostra preoccupazione, oltre ovviamente alle terribili dinamiche che questa pandemia sta portando al nostro paese, è indirizzata al continente Africano. L’emergenza, qualora dovesse sfociare in focolai particolarmente intensi, potrebbe avere effetti devastanti e difficilmente controllabili.
Fortunatamente nel mondo ci sono tantissime associazioni, con medici ed infermieri specializzati, che stanno cercando di capire come contrastare ed affrontare un’eventuale diffusione allarmante del contagio. Sappiamo tutti quanto il sistema sanitario di alcuni stati africani sia, soprattutto nelle periferie e nei villaggi, poco strutturato per fronteggiare un problema di questa portata.
Nelle nostre 2 terre di missione, l’Etiopia ed il Benin, fortunatamente i contagi non sembrano allarmare ancora più di tanto. In Etiopia, quindi nella zona orientale del continente, i casi al momento confermati sono 365 dei quali 120 guariti e “soltanto” 5 deceduti. Spostandoci verso la parte occidentale, invece, sappiamo che per ora in Benin i casi totali sono 130, con 57 guariti e 2 deceduti.
Se da una parte i numeri possano non allarmare più di tanto, presi in relazione con quelli dei decessi causati da altre malattie come la malaria, il tifo o l’Hiv per esempio, dall’altra il lockdown inevitabile per frenare il contagio ha, nelle ultime settimane, fatto riesplodere l’emergenza fame.
Sin dalle prime notizie arrivate dall’occidente, e dai primi casi confermati in Africa, i governi hanno preventivamente chiuso scuole, centri, università e chiese ed hanno inoltre bloccato i trasporti tra le grandi città ed i villaggi. Il limitato movimento di persone ha sicuramente favorito la non diffusione del virus ma nelle ultime settimane i mercati, a causa di tali restrizioni, si sono man mano svuotati e la carenza di cibo è tornata prepotentemente a farsi sentire nelle case dei nostri fratelli.
Con il duro lavoro, la costanza e l’amore che i missionari hanno messo fino ad oggi nel servire le popolazioni in difficoltà, enormi risultati sono stati raggiunti. Con la costruzione di pozzi l’accesso all’acqua potabile ha migliorato notevolmente le condizioni di salute ed igieniche di moltissimi villaggi dimenticati da tutti. Il sostegno attraverso forniture di cibo, costruzione di cliniche, costruzione di case ed aiuto alle famiglie povere hanno fatto in modo che la mortalità infantile, e non solo, decrementasse notevolmente.
Nelle ultime settimane però, come già detto, la paura di non riuscire ad avere nemmeno un pasto al giorno è tornata a farsi sentire. I mercati non riescono a rifornirsi di beni di prima necessità, le famiglie chiedono aiuto ma le restrizioni, anche comprensibilmente, non possono essere allentate.
Come sapete, prima della completa chiusura che c’è stata in Italia, insieme al gruppo di volontari abbiamo trascorso oltre un mese in Etiopia per incontrare tutti i bambini che fanno parte del progetto di “Adozione a Distanza” e per portar il contributo indispensabile a fronteggiare le loro primarie necessità e quelle delle loro famiglie.
Il progetto è nato, e continua ad esistere, proprio come intervento necessario a combattere tutte quelle dinamiche che scaturiscono a causa dell’estrema povertà. La richiesta di aiuto di queste famiglie non può passare inosservata ed abbiamo deciso di anticipare a maggio la distribuzione che era prevista invece per fine giugno. Al momento ad oltre 3.500 bambini, quindi altrettante famiglie, è garantito un aiuto fondamentale per combattere questa epidemia. Molte altre però sono quelle che hanno estremo bisogno di un sostegno immediato.
Crediamo che l’adozione a distanza, mai come in questi giorni, possa rappresentare il contributo più concreto ed immediato, ed un gesto di generosità fatto oggi cambierà e salverà sicuramente tantissime altre persone da questa terribile situazione.

Sostenendo un bambino a distanza contribuirai a fornire cibo, acqua e soprattutto assistenza sanitaria. Basta meno di un euro al giorno, con soli 230€ all’anno cambierai la sua vita… e anche la tua!!!

Qualora non si volesse attivare un’adozione a distanza, ogni offerta libera verrà devoluta a sostegno di tutte le famiglie dell’Etiopia e del Benin in gravi difficoltà.

Non restare indifferente, loro hanno bisogno di tutti noi.