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OPERAI DEL VANGELO

P. Cherubino Merli da Mondaino

Merli Terzo, figlio di Nazzareno e di Rosa Mosca, nato il 17 settembre 1940 in Mondaino (FO), fu ricevuto all’ Ordine dal MRP. Alfredo da Ostra il 17 agosto 1957.

Dopo aver conseguito il diploma di perito tecnico ed aver fatto pratica in diverse officine meccaniche, il 31 dicembre del 1973 giunse in missione, dove, dopo l’anno trascorso in Addis Abeba per l’apprendimento della lingua amarica, in Soddo poté iniziare il suo apprezzato lavoro missionario, soprattutto di tecnico impegnato nel sociale.
Era quello il tempo nel quale il governo marxista del colonnello Menghistù subentrato all’ultimo imperatore d’Etiopia Hailè Selassié, perseguiva in Etiopia due obiettivi: l’alfabetizzazione e la promozione umana mediante programmi di sviluppo. La presenza di missionari stranieri sul territorio, conseguentemente, poteva essere giustificata solo in quest’ottica: dall’inserimento o meno all’interno di quel programma governativo dipendeva quindi il prestigio e il futuro della missione. Della scuola si occuparono tutti i missionari (tutti risultavano direttori di scuole primarie) che ebbero in p. Gino Binanti un valido rappresentante presso le autorità locali e governative. Del programma di sviluppo sociale se ne face carico p. Cherubino.

Dapprima nacque il centro di addestramento professionale di Soddo per contribuire alla soluzione del grave problema della disoccupazione giovanile immettendo nella società giovani che avessero saputo far qualcosa: sorse così il centro professionale con la falegnameria e l’officina meccanica per la riparazione delle auto e la lavorazione del ferro. Successivamente si mise mano alla trivella per la escavazione di pozzi, alla ricerca di acqua potabile, e all’imbrigliamento di sorgenti disperse in superficie, per il fabbisogno non solo della missione ma anche delle popolazioni all’intorno del vastissimo territorio di essa. Un programma che ebbe il contributo significativo del Cetro Volontari Marchigiani (CVM) soprattutto mediante l’utilizzo della tecnologia delle pompe eoliche e lo svolgimento, nelle scuole dei villaggi, di corsi istruttivi socio-sanitari riservati alle donne dei Kebelè (più o meno le nostre circoscrizioni comunali). Non mancò certo, per questo impegno concreto, il plauso della autorità governative.

L’attività pastorale di p. Merli, espletata da lui prevalentemente il sabato e la domenica per le ragioni esposte, passava per il tramite dei catechisti che nelle varie comunità di Lalla, Borgoshe, Ololo, Warbira, Shanto, Moyo, Koyo, Lera, Shiashiara a lui affidate, rappresentavano il missionario che tutti potevano vedere a loro fianco, alacremente impegnato nel lavoro di insegnamento professionale ai giovani e nell’opera promozionale a favore delle comunità.
Non mancarono momenti di tensione, incertezza preoccupazioni a causa di quella instabilità tipica dei paesi africani. A poco meni di 20 anni di vita il governo del colonnello Menghistù venne spazzato via con la rivoluzione di turno e i disordini ad essa conseguenti (1992). Anche a Soddo, e in missione, arrivarono soldati sbandati e ladri approfittatori. Ci fu, nella casa delle suore di Konto, un episodio di particolare violenza; furono sparate raffiche di mitra all’interno dell’edificio che seminarono terrore nelle suore, nelle aspiranti e nei due missionari ivi rifugiati: p. Cherubino appunto e p. Anastasio Artegiani.
Nel 1966 un provvidenziale controllo medico sancì la presenza di un grave male incipiente; esso doveva troncare l’attività di missionario di p. Cherubino. Rientrato in Italia fu operato giusto in tempo per debellare il male individuato fortunatamente nella sua fase iniziale. I necessari controlli di routine sconsigliarono il ritorno in missione. Dopo aver trascorso i suoi ultimi anni nei conventi di Recanati, San Severino ed infine Fossombrone, p. Cherubino morì, all’età di 75 anni e dopo 58 anni di vita religiosa, il 19 agosto 2015 presso l’infermeria del convento di Macerata.

. (Missionari Cappuccini Piceni schede biblo-biografiche di p. Renato Raffaele Lupi)