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La storia di Gbodja Nestor: “dal martello alla penna”

Nel 2019, durante un viaggio missionario in Benin, insieme ai nostri volontari, abbiamo incontrato i così detti "bambini spaccapietre". Prima ad Ina, un piccolo paese a nord del Paese, poi nel distretto di Dassa ci siamo imbattuti in una realtà che, se pur conoscendola, ha scatenato in tutti quanti i presenti una reazione di incredulità mista a rabbia nei confronti di ciò che ci veniva presentato: decine di bambini costretti a lavorare oltre dieci ore al giorno per aiutare le loro famiglie nella vendita del materiale e per sperare di riuscire a mangiare qualcosa a fine giornata. I più giovani avevano due/tre anni, decisamente troppo piccoli per sopportare questa ingiustizia.

Non molto lontano dal primo gruppetto di giovani "lavoratori", sotto una pianta ce ne erano altrettanti tra i quali proprio lui, il nostro Gbodja.
Nel 2018 nasce il progetto di sostegno dei bambini spaccapietre con l'obbiettivo di togliere i bambini dallo sfruttamento del mercato dell'edilizia occidentale offrendo loro la possibilità di andare a scuola. Sappiamo tutti quanto l'istruzione sia importante nella vita di un bambino. In questo caso rappresenta inoltre la possibilità di veder notevolmente ridotte le ore di lavoro alle quali venivano ingiustamente sottoposti.
Gbodja, nel luglio 2019 aveva 8 anni, e aveva appena concluso il suo primo anno scolastico. Il progetto prevede che le famiglie consegnino le pagelle per vedere le valutazioni dei bambini e per cercare di intervenire laddove ci sia un qualsiasi tipo di mancanza. Il responsabile del progetto, fr. Ghislain, una volta vista la pagella di Gbodja, rimase sorpreso da ciò che c'era scritto.
Gbodja Nestor, il bambino che per 8 anni aveva spaccato le pietre con un martello in mano per oltre 10 ore al giorno, era risultato il migliore della sua classe.

Non vogliamo aggiungere altro, questa storia serve a far capire quanto ogni nostro gesto, piccolo o grande che sia, possa trasformare la vita di un bambino e proiettarlo verso un futuro ricco di amore e speranza.

Il premio Nobel per la pace del 2014, Malala Yousafzai, durante un suo discorso disse:

 “Un bambino, un insegnante, un libro e una penna possono cambiare il mondo.”