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20 NOVEMBRE: Giornata mondiale dei diritti dei bambini

Perché si celebra oggi la giornata mondiale dei diritti dei bambini?

Papa Francesco, attraverso la sua semplicità, la sua umiltà e la sua testimonianza, ci aiuta ogni volta a comprendere quanto nelle piccole cose, nel ripartire da un gesto quotidiano, si possa nascondere quella bellezza di cui il mondo ha davvero tanto bisogno. Quella stessa bellezza che è racchiusa nei nostri fratelli più piccoli, perché come dice il nostro Pontefice:

"I bambini sono un segno. Segno di speranza, segno di vita, ma anche segno ‘diagnostico’ per capire lo stato di salute di una famiglia, di una società, del mondo intero."

Ecco perché il 20 novembre di ogni anno abbiamo il dovere di ricordare la Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, adottata nel 1989 e ratificata dall’Italia il 27 maggio 1991, poiché è grazie all’adozione di questo documento che in quasi tutti i Paesi del mondo furono garantiti i diritti fondamentali dei bambini, finalmente protetti e tutelati.

Anche noi come segretariato della Missioni dei Frati Cappuccini delle Marche, cerchiamo di contribuire affinché, laddove ci sia un bambino che soffre, possa arrivare la nostra vicinanza ed il nostro aiuto. Il carisma francescano incarna in sé la spinta missionaria di andare ad annunciare la salvezza dell'uomo in ogni angolo della terra. Per farlo non possono essere voltate le spalle a tutti coloro che nel mondo, ancora oggi, soffrono la fame, le carestie, la mancanza d'acqua e non hanno la possibilità di accedere a cura mediche adeguate.
Anche qui in Italia, in questo periodo così particolare dove tutti noi combattiamo contro il nemico invisibile del Covid-19, tocchiamo con mano e sperimentiamo con la nostra vita quanto siano importanti tutti quei diritti umani fondamentali che devono essere garantiti e protetti, non solo oggi, ma sempre e in ogni angolo del pianeta.
I frati delle Marche sono da sempre vicini ai bambini dell'Italia, da oltre 50 anni sono presenti anche in Etiopia e dal 1989 in Benin, e lo fanno perché non possono non mettere le loro vite al servizio dei più deboli.
Negli stati che ogni giorno combattono contro una povertà per certi versi disarmante, i più piccoli sono infatti coloro che ne pagano di più le conseguenze. Sono gli ultimi a mangiare, gli ultimi ad aver diritto all'istruzione e non hanno alcuna possibilità di sognare un futuro senza disuguaglianze.

COSA POSSIAMO FARE INSIEME?

Accoglierli nella nostra vita è un dovere morale, non per compassione o per pietà, ma perché dobbiamo gli uni gli altri, dobbiamo mettere al centro le necessità dell'uomo e non ci mai è concesso di accettare la sofferenza di una bambino, ovunque esso sia.
Madre Teresa di Calcutta disse: "Qual è la peggiore sconfitta? Scoraggiarsi! Quali sono i migliori insegnanti? I bambini!"

Allora la nostra speranza è che ognuno di noi possa avere un bambino come maestro, affinché possiamo scoprire il vero significato dell'amore che è, e sarà sempre, l'unico antidoto capace di salvare il mondo da guerre, carestie e fame.

Recanati, 20 novembre 2020.