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Il “Progetto Sofia” è nato per sostenere, attraverso le adozioni a distanza, gli allievi dell’Istituto Medico Educativo (IME) Miwadagbe di Cotonou (Benin). Costituita il 30 dicembre 2006, L’ associazione MIWADAGBE, che in fon (lingua locale) significa “vieni a fare del bene”, propone attività a bambini disabili i quali, altrimenti, sarebbero emarginati e poco consideranti dalla comunità locale. L’IME è il frutto dell’iniziativa e dell’intuizione del signor Thèodule BAGAN C.M., giovane laureato in scienze dell’educazione.

Il progetto prevede il recupero e il reinserimento nella società di tutti i bambini ed adolescenti affetti da vari tipi di handicap.

Il lavoro risulta difficile per la mancanza di sovvenzioni pubbliche e per le poche risorse che le famiglie hanno a disposizione: infatti, i parenti non sempre hanno un atteggiamento collaborativo con gli educatori dell’IME, perché pensano, soprattutto a causa di tradizioni tribali ancora oggi radicate nel paese, che avere un figlio disabile sia una vergona. Ecco che la cura del loro figlio viene trascurata. Lo scopo, oltre a quello di sostenere un bambino nel suo percorso di crescita e di formazione, è soprattutto quello di sensibilizzare le famiglie cercando di sconfiggere queste usanze che nel 2020 sono ancora le principali cause di discriminazione ed emarginazione. Il contributo per questo progetto è di 230€ l’anno per sostenere un bambino regalandogli un futuro migliore.

 

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