Missioni Estere Cappuccini

La missione del Benin ebbe inizio dopo il capitolo svoltosi a Loreto nel 1986 dove i cappuccini marchigiani rispondendo all’invito del Ministro Generale p.Flavio Roberto Carraro, decisero di aprire una presenza nella Repubblica popolare del Benin, nella diocesi di Cotonou.

Il 4 ottobre del 1987, festa di San Francesco, partirono i primi quattro missionari alla volta del piccolo paese dell’Africa occidentale. I primi frati missionari si proposero tre obbiettivi: l’evangelizzazione come primo annuncio, la testimonianza del carisma francescano (con la implantatio Ordinis) e l’inserimento nella Chiesa locale.
Il 10 Aprile del 1999 la missione beninese è stata eretta a Custodia del Benin. Tra le attività socio-umanitarie va segnalata la presenza degli orfanotrofi di Cotonou. Quella del Benin è una Chiesa giovane che sta crescendo e attualmente la Custodia conta, tra professi solenni e giovani in formazione, una cinquantina di frati. Da qui l’esigenza di aprire un’altra casa a Lokossa per accogliere le nuove vocazioni.

TUTTI I PROGETTI

 

 


MEMORIE MISSIONARIE di Fra Giansante Lenti(Cap. 14 – P. Pio in Benin)
– Era verso il 1984 una signora sposata, Claudine Dorego, incontra a volte un frate seduto in casa sua, a volte sale in macchina con lei. Ne parla con la sua amica, Lidia Goudoté che aveva un fratello prete in Italia e le inviava qualche immagine di p. Pio. In queste foto Claudine riconosce il frate. Si lega d’amicizia coi Goudoté: Lidia è infermiera, Edouard [marito di Lidia] è un primario nell’ospedale di Cotonou.Claudine attira nel gruppo anche il rettore dell’università [di Cotonou] , Natanael Mensah e sua moglie. Claudine era la segretaria di Mensah e lo resterà quando lui diventerà ministro del lavoro. Un’altra amica è la moglie dell’avvocato [del gruppo]. La guida spirituale è l’abbé Gilbert Dagnon. Ecco il gruppo dei nove amici compreso il marito di Claudine. P. Pio comincia a parlare a Claudine in casa e altrove. Le domanda di organizzare i gruppi di preghiera dei grandi e anche dei bambini. Le scrive sul muro l’indirizzo di Fra Gerardo Di Flumeri “Ricopialo!”
Poi le domanda di far venire in Benin i suoi frati. E questa volta le scrive l’indirizzo di Fra Flavio Carraro , ministro generale, “Via Piemonte 72”. Il gruppo ne parla col vescovo coadiutore De Souza. Questi, quando ancora era in costa d’Avorio, vedendo i cappuccini di là animare i giovani a Alépé, aveva già domandato i cappuccini per fare qualcosa di simile a Cotonou. Ma l’allora segretario per le Missioni e il generale, in fine di mandato, gli avevano risposto no , o casomai di domandare ai nuovi superiori. Ora mosso dalle “visioni” di Claudine, un giorno a Roma si fa coraggio, ma deve aspettare a lungo in portineria. Quando sta per partire, ecco che arriva Fra Flavio. “Io non so cosa pensare di queste cose, ma le racconto quello che ho sentito … Le rinnovo la domanda di avere i cappuccini nella mia diocesi”. “Lei faccia una domanda scritta e poi vedremo”.Con la firma di p. Pio la missione va in porto.

Il generale, trattandosi di p. Pio, pensa prima alla provincia di Foggia, ma loro sono già in Ciad. Vorrebbe domandare a Firenze, ma hanno aperto da poco in Nigeria. Allora “voi della provincia delle Marche o accettate questa missione in Benin, o ve lo impongo” , ecco il tono della lettera d’invito del maggio ’85. Nel frattempo a Cotonou il gruppo degli Amici cresce seguendo i dettami di p. Pio. Un altro personaggio, restato poi nell’ombra, un notaio di grande nome, ritornando da Lagos, subisce un grosso incidente stradale con la sua macchina , distrutta. Un frate gli appare davanti, e lui è salvo per miracolo. E’ la prima manifestazione di p. Pio, sembra dai vari racconti. Un altro giorno un secondo avvocato incontra p. Pio che gli chiede di donare la villa che sta costruendo, per farne un ospedale per i poveri. Una volta di ritorno da Porto Novo, dei tuoni a ciel sereno sopra la sua macchina lo impauriscono “Vuoi dare allora la tua villa!?” Ne parla con la moglie (la seconda). Lei era l’amica e del gruppo di Claudine, la veggente. Allora tutto è risolto , la villa dell’avvocato diventerà “Ospedale p. Pio” o “Antenna 1”. Il Papa Giovanni Paolo II, in occasione della sua visita in Benin, donerà una grande offerta per la finizione di questo primo ospedale.
P. Pio chiederà poi un grande ospedale, come “Casa Sollievo della Sofferenza”. Il gruppo si fa donare 30 ettari di terreno a Golodjigbé. Domandano alla Germania prima, e all’Italia poi di finanziare l’opera, almeno in parte (il disegno prevedeva quattro bracci disposti come un aereo, per circa 1.000 posti letto). Per sostenere questo progetto e per fornire il cibo necessario per l’ospedale, hanno ottenuto un grande terreno di 300 ettari dietro Zinviè: la “Ferme p. Pio” , divenuta centro di formazione agricola. Noi nei primi anni siamo stati i cappellani del centro,andavamo da Cotonou tutte le domeniche per la messa. Anche qualche nostro aspirante è passato di là per la formazione agricola.
Arrivati a Cotonou, ci aspettavano quali animatori del loro gruppo. Ma, sotto la guida di Fra Vittore, abbiamo preso le nostre distanze da tutti questi avvenimenti “soprannaturali”. Siamo restati loro amici e ci siamo impegnati a formare un vero gruppo di preghiera p. Pio, che Fra Mario ha curato con fervore e prudenza. All’inizio abbiamo partecipato più volte al rosario, messa e incontri al cenacolo. Claudine e il gruppo si ritiravano in disparte, perché p. Pio parlava spesso con lei e per bocca sua. Qualche volta abbiamo anche sentito la sua voce cambiata, forte come quella di un uomo. P. Pio le dava consigli, e perfino ricette per medicine tradizionali. Claudine parlava e raccontava molto con noi apertamente, ma non sempre riuscivamo a seguirla bene. Tutte le sue rivelazioni, parole e canti di p. Pio sono stati trascritti da p. Dagnon.
Cammin facendo anche gli Amici sono entrati nel Gruppo di preghiera e poi nell’OFS guidato da Fra Mario. Il primo a passare in paradiso è stato proprio il ministro Natanael. La moglie poi è diventata presidente della nostra “Caritas st. Elisabeth”.
La verità delle visioni si vede anche dalla croce nella vita della veggente. Le difficoltà famigliari, le malattie fisiche, l’incomprensione dei suoi, l’hanno fatta molto soffrire. Aveva già il biglietto in tasca e la valigia pronta per partecipare alla canonizzazione di p. Pio: “Dai il tuo posto e la tua valigia alla signora che partirà a posto tuo”. Qualche anno dopo, Claudine partirà per San Giovanni Rotondo col pellegrinaggio guidato da Fra Mario. E allora è passata a Roma , Loreto e Ancona. –

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